Vittorio Rubiu pag 1-2-3-4-5
  Eugenio Battisti
  Lorenza Trucchi
  Marcello Venturoli
  Duilio Morosini
  Cesare Vivaldi
  Simonetta Lux
  Guido Giuffrè
  Achille Bonito Oliva
  Alberto Boatto
  Giuliano Zincone
  Maurizio Calvesi
  Pietro Bonfiglioli
  Enrico Crispolti
  famiglia Cintoli
  Mariano Apa
  Giorgio Cortenova
  Concetto Pozzati
  Flavio Caroli
  Carlo Alberto Bucci
  Simone Battiato
  Piero Dorazio
  Mauro Zazzarini
 

Il caso Cintoli, Il Corriere della sera, 3/5/1970

Claudio Cintoli è un giovanottone alto e sottile, davvero alla moda, ma non capellone. E' marchigiano, anche se è nato a Imola, ha studiato, anche se è un 'self made man'. Cominciò come pittore, dipingeva con i pennelli cioè con una tecnica raffinata che si partiva da un divisionismo integrato alla pop art: ma non era la sua sola direzione. Il surrealismo lo alimentava dall'altra parte, un surrealismo prudente, senza automatismi, attento a far scattare la sorpresa dall'urto invece che dalla sovrapposizione delle immagini. Questo è il suo primo periodo, ed ancora Cintoli è uno dei pochi artisti che conserva il gusto di dipingere, si veda l'enorme assemblage di oggetti e pittura che decora la parete di fondo del Piper di Roma. In questi ultimi due anni Cintoli ha dato le sue prove migliori in mostre che si risolvono in oggetti, ma che prima di essere oggetti vogliono essere qualcosa come un'azione, un avvenimento, un modello di comportamento. 'Il mio lavoro non è uno spettacolo - spiega Cintoli - il mio lavoro è presa di coscienza visiva e tattile di quanto può scaturire da un'azione comune, come annodare, rimbalzare, colare, scrivere, camminare, ecc. Scegliere un'azione quotidiana e proporla visivamente come tradizionalmente si poteva fare con un oggetto traducibile in immagine: un bicchiere pieno di margherite, un cesto di mele, dei pesci rossi...'. Mostre, dove ad esempio si vedono

 
 
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