- E' morto - esclamai perplesso. E l'olio santo, in ritardo è un viscido catarro verdebile con le sue brave venature a sanguinaccia...mordo violentemente la bocca della canna, prima che questa mi restituisca, abbassando il cane, il morso inesorabile.
Sciolgo il nodo e ti lego all'enigma della mia fine.
Ti avverto con Proust:"...soltanto quando si crede alla realtà delle cose, usare un mezzo artificiale per farsele mostrare, non equivale interamente a sentirsi vicino ad esse". Ti lascio insieme alla curiosità per l'illusione della mia vita mentre io non ho più nessuna curiosità se non l'illusione della mia morte; sono convinto, in fondo, che tu sei nato per morire, mentre io muoio per vivere.
Per sempre,
Marcanciel Stuprò. |